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E i pastori…VEGLIANO

La veglia! Quanta forza, quanta determinazione, quanto coraggio e quanto amore ci vogliono per vegliare! Di giorno è sicuramente faticoso, ma i vari riti che scandiscono il periodo della luce: la colazione, un caffè, due chiacchiere, pranzo e cena, qualche notizia rubata qua e là, una lettura, i rumori familiari o meno, rendono la veglia, tutto sommato, sopportabile.

Vegliare di notte invece, vegliare nel buio della notte, nell’intensa solitudine della notte, nello spegnersi dei suoni, chiede molto, è una prova dura e complessa da superare.
La veglia della notte è un crogiolo di tentazioni, a partire da quella di lasciarsi andare al sonno. I pensieri sembrano gorgogliare come una fontana a getto continuo, le paure emergono dagli angoli più remoti del cuore e dell’anima. Tutto sembra più complesso, la sfida a una montagna erta e spigolosa, il nuotare in un mare di silenzio che sembra celare oscuri pericoli.
Quante volte pensando alla veglia, non posso fare a meno di pensare a madri e padri, figli e amici, fratelli, sorelle, parenti, che hanno attraversato notti in veglia, accanto a fiammelle esili, a canne spezzate, oppure trepidanti per l’approssimarsi di una delle tante prove della vita. Donne e Uomini pieni di speranza o spaventati e tremanti, in preghiera o persi nelle lacrime, forti e determinati o deboli ed esitanti.

Ho visto genitori abbandonati in anonimi corridoi d’ospedale, sotto luci tremule e asettiche, deposti su sedie e poltrone anaffettive, attendere il manifestarsi di qualche algida divisa che portasse loro una notizia attesa. Esseri Umani, tremanti e spaventati per le sorti del loro piccolo, alternare preghiera, speranza, rabbia, frustrazione delusione e infine gioia e lacrime d’amore o disperazione e lacrime d’amore.

La veglia richiede sempre una grande dose d’amore!

Penso a Luigi Pio, un giovane promettente e capace, con un futuro “brillante” di fronte a sé, che per Amore abbandona le luci fatue del successo e della carriera e sceglie la veglia di quel gregge che, per intere generazioni, la sua famiglia aveva condotto per molti e valli. Capelli biondi e ricci, un volto intelligente e aperto alla vita, sorridente e dolce, forte e maturo che della sua scelta dice “ho capito! bisogna fare quello che si ama, ma non solo innamorarsi, rimanere fedele nell’amore”. Vegliare un gregge non è stare in un ufficio anonimo, vegliare un gregge non è la
lotta a chi elimina l’altro per salire nella scala del successo, vegliare un gregge è appassionarsi e soffrire, gioire e lottare, come una madre e un padre.

La veglia…. richiede….. sempre e solo… una grande dose d’amore.

In quella notte, una giovane coppia, vegliava con amore quel frutto meraviglioso, dono e compito di quel Dio che, nella loro giovane vita, amavano e servivano.
In quella notte, un gruppo di giovani pastori, vegliavano con amore quei frutti preziosi affidati come un dono a loro, da un padrone che servivano con tutto l’amore possibile.
In quella notte, la veglia univa giovani vite capaci di una grande dose d’amore! E proprio là in mezzo a quelle vite, l’amore si accese di luce e di gioia, di pace e di annuncio, di timore e di salvezza, d’invito e di osanna, di Amore e di paura e di rischio.

Ogni veglia ha queste caratteristiche, anche quelle più tragiche! Ogni veglia ha come fonte di calore quell’Amore che illumina i cuori, che è annuncio e timore, che è salvezza e invito, che è rischio e osanna. Ogni veglia richiede una grande dose d’Amore, e in ogni veglia, Dio c’è!
L’augurio è che in questi giorni, le vostre relazioni siano Veglia, i vostri incontri siano Veglia, la vostra quotidianità sia Veglia…. un lungo allenamento per riempire ogni secondo di una grande, bella e rischiosa dose d’Amore!

Buon Santo Natale!

Con affetto, Don Marco.